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PROGETTO MENTORE

ARCHIVIO > 2010 2011

PROGETTO MENTORE


telemaco e mentore


“ Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo. Puoi solo aiutarlo a scoprirla dentro di sé”
(Galileo Galilei)

Chi è Mentore?

Nell’Odissea omerica, Mentore è un caro amico di Ulisse; quando Telemaco, figlio di Ulisse, decide di prendere il mare per cercare suo padre, la dea Atena prende le sembianze di Mentore per accompagnare il giovane e guidarne il viaggio.
Per estensione, un Mentore è un amico saggio e fidato che non insegna ma si mette a fianco per guidare con la sua esperienza e correggere con l’affetto.



Perché il Progetto Mentore?


Arrivati al quarto anno di corso, i ragazzi di ogni indirizzo devono fare i conti con l’importante decisione della scelta del proprio futuro ; il Progetto Mentore è una proposta rivolta a chi sta cercando di comprendere qualcosa di più su se stesso, di chi sta immaginandosi in diverse situazioni e sceglie di mettersi in gioco per vedere di cosa è capace. Con il Progetto Mentore l’ambito di esperienza in cui ci si proietta è quello delle relazioni umane, così da poter comprendere se la persona, soprattutto quella in difficoltà, può essere oggetto della nostra scommessa futura. Costruendo una relazione significativa con un bambino o un ragazzo, ciascun allievo comprende qualcosa degli altri e scopre molto di sé: capacità nascoste, potenzialità inespresse, abilità che la scuola non sempre riesce a valorizzare, interessi nuovi che aprono ad una maggiore autostima ed alla consapevolezza più matura del “cosa fare da grandi”.


Quando nasce?

Mentore nasce nell’ambito della positiva collaborazione avviata sei anni fa con la S.M.S. Bonturi – Piubello di San Bonifacio, capofila di una Rete territoriale di collaborazione tra scuole allo scopo di promuovere il successo formativo per tutti i ragazzi e prevenire la dispersione scolastica. Dopo un anno di sperimentazione nella S.M.Bonturi , il Progetto si è allargato ad altre scuole della Rete, coinvolgendo la Scuola Elementare Sandri di San Bonifacio, gli Istituti Comprensivi di Soave , Monteforte e San Giovanni Ilarione.

In che cosa consiste?

Ogni scuola che decide di aderire al Progetto individua un docente referente che raccoglie in ciascuna classe o consiglio di classe le segnalazioni relative a casi di bambini o ragazzi che manifestino difficoltà ad organizzare lo studio settimanale, a programmare il lavoro di casa ,ad esprimersi con sicurezza, a svolgere i compiti. Questi alunni sono definiti ,nel linguaggio del Progetto, i tutee. Mentore è pensato per quegli alunni che hanno bisogno di un amico, di un punto di riferimento, di un fratello o sorella maggiore per acquisire metodo, sicurezza e motivazione; è altresì importante supporto per i bambini stranieri che hanno difficoltà con la lingua italiana e con lo studio. Ad ogni alunno segnalato viene affiancato appunto un Mentore , ovvero uno degli studenti di quarta superiore (che abbiano chiesto di diventare tutor), individuato dalla referente del G.Veronese in base alle esigenze del tutee. Dopo aver provveduto agli accoppiamenti, i ragazzi (tutor e tutee) si incontrano una volta la settimana per due ore, presso il plesso di provenienza del tutee, per svolgere i compiti e studiare assieme.


Mentore 2003 / ‘04


Il Progetto impegna quest’anno 52 ragazzi del Liceo G.Veronese , 32 presso la Scuola Elementare Sandri (circolo n° 2), 8 presso la Scuola Media di Soave, 8 presso la Scuola Media di Monteforte.
Gli incontri si tengono:
· venerdì dalle 14.00 alle 16.00 presso la S.E. Sandri e la S.M. di Monteforte
· martedì o giovedì dalle 14.30 alle 16.30 presso la S.M. di Soave, dove il Progetto si è positivamente integrato con una precedente iniziativa voluta da alcuni docenti volontari in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione .
Le referenti del Progetto sono le insegnanti:
· Annamaria Bertagnin per il Liceo G.Veronese
· Laura Lorenzi per la S.E.Sandri, Circolo n°2
· Bellucci per la S.M. di Monteforte


Un bilancio


Gli effetti più evidenti del Progetto sono quelli che si osservano sui bambini ed i ragazzi che ne godono direttamente: andare a scuola con i compiti svolti, essere gratificati dall’insegnante per un esercizio riuscito o uno studio ben eseguito è certamente il modo migliore per aumentare la motivazione ed accrescere l’autostima. Meno evidenti ma assai significativi sono i segni che Mentore lascia nei ragazzi più grandi che , mettendo il naso oltre la propria realtà personale, scoprono che gli esseri umani sono quanto di più bello si possa esplorare; si aiutano, si scambiano pareri, osservano la scuola “dal di fuori”, scoprendone i difetti ma valorizzandone il ruolo. Insegnando ai più piccoli lavorano sulla metacognizione, regalando un po’ del loro tempo scoprono come questo possa essere una risorsa da utilizzare in modo socialmente utile. Dal contatto con le difficoltà dei bambini e dei ragazzi, specie di quelli stranieri, sono portati a riflettere con occhi diversi sulla realtà sociale.
Così, aiutando a crescere, essi in realtà sono aiutati a crescere

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